La borsa, lo zaino, il cappotto: come gli oggetti cambiano il nostro modo di muoverci

Quando pensiamo alla difesa personale immaginiamo spesso una persona libera di muoversi, con entrambe le mani disponibili e senza ostacoli intorno.
La realtà quotidiana è molto diversa.
Usciamo dal lavoro con una borsa, portiamo uno zaino, abbiamo in mano le buste della spesa, indossiamo un cappotto pesante, teniamo un ombrello oppure trasciniamo un trolley.
Sono situazioni assolutamente normali.
Eppure tutti questi elementi possono modificare il nostro modo di muoverci.
Per questo, nell'allenamento alla difesa personale, gli oggetti che utilizziamo quotidianamente meritano attenzione.
La borsa modifica l'equilibrio
Una borsa a tracolla o una borsa portata su una sola spalla introduce un peso che non è distribuito simmetricamente.
Può sembrare un dettaglio irrilevante, ma durante un movimento rapido può influenzare:
equilibrio;
postura;
libertà di movimento delle braccia;
velocità di spostamento;
capacità di cambiare direzione.
Se la borsa è molto pesante, il suo effetto diventa ancora più evidente.
Questo non significa che una borsa sia un problema.
Significa che il nostro corpo deve adattarsi alla sua presenza.
E questo adattamento è già parte della preparazione alla sicurezza personale.
Lo zaino cambia la percezione dello spazio
Lo zaino presenta caratteristiche differenti.
Il peso è generalmente distribuito sulle spalle e le mani rimangono libere, ma aumenta l'ingombro posteriore.
Questo può modificare la percezione degli spazi stretti e la facilità con cui possiamo girarci o passare attraverso determinati punti.
Anche la quantità e la distribuzione del peso possono fare la differenza.
Uno zaino leggero è una cosa.
Uno zaino pieno di libri, computer e oggetti personali è un'altra.
Nella vita quotidiana raramente ci chiediamo come il nostro equipaggiamento influenzi il movimento.
L'allenamento può invece aiutarci a conoscere il nostro corpo anche quando non siamo nelle condizioni ideali.
Il cappotto non è soltanto un indumento
In autunno e in inverno compare un altro elemento interessante: il vestiario.
Un cappotto pesante, una giacca imbottita o diversi strati di abbigliamento possono modificare la libertà di movimento.
Le maniche sono più ingombranti, il tessuto oppone maggiore resistenza e alcuni movimenti risultano semplicemente diversi rispetto a quando ci alleniamo con un abbigliamento leggero.
Questo è uno dei motivi per cui l'allenamento alla difesa personale non dovrebbe essere completamente separato dalla realtà quotidiana.
Se ci alleniamo sempre nelle stesse condizioni, rischiamo di abituare il corpo a una situazione che nella vita reale potrebbe non presentarsi.
Le mani occupate cambiano tutto
Immaginiamo di uscire da un supermercato.
Abbiamo due borse della spesa, il telefono in mano e magari le chiavi della macchina in tasca.
In questa situazione la libertà di movimento è molto diversa rispetto a quella che abbiamo durante un allenamento.
Non è necessario immaginare scenari estremi.
È sufficiente osservare quanto cambia la nostra capacità di:
spostarci rapidamente;
utilizzare le mani;
cambiare direzione;
mantenere l'equilibrio;
aprire una porta;
cercare le chiavi;
utilizzare il telefono.
La prima domanda, quindi, non dovrebbe essere “come posso usare questo oggetto per difendermi?”
La domanda più utile è:
“Come cambia il mio modo di muovermi quando ho questo oggetto con me?”
Un oggetto comune non è automaticamente uno strumento di difesa
Questo è un principio importante.
Nel parlare di difesa personale si sente spesso dire che qualsiasi oggetto può diventare un'arma.
È un'affermazione che rischia di semplificare eccessivamente il problema.
Un oggetto comune nasce con una funzione diversa.
Una borsa serve a trasportare oggetti.
Un ombrello serve a ripararsi dalla pioggia.
Uno zaino serve a trasportare il proprio materiale.
Le chiavi servono ad aprire una porta.
Prima ancora di pensare a un eventuale utilizzo difensivo, è molto più utile comprendere come questi oggetti influenzano la nostra postura, il nostro movimento e le nostre possibilità di scelta.
La difesa personale non dovrebbe trasformare ogni oggetto quotidiano in un'ipotetica arma.
Dovrebbe insegnarci a gestire meglio le situazioni reali.
L'ombrello: un esempio interessante
L'ombrello è particolarmente interessante perché può essere presente proprio nelle condizioni meteorologiche tipiche dell'autunno.
Quando lo teniamo aperto, una mano è occupata e una parte del campo visivo può essere parzialmente modificata.
Inoltre, quando camminiamo con la pioggia, il terreno può diventare scivoloso e la nostra attenzione viene naturalmente divisa tra diversi elementi.
Questo significa che cambiano contemporaneamente:
visibilità + equilibrio + libertà delle mani + condizioni del terreno.
Sono tutti fattori che la difesa personale dovrebbe considerare.
Il trolley e gli spazi affollati
Anche un trolley può diventare un elemento interessante.
Pensiamo a una stazione, a un aeroporto o a un marciapiede affollato.
Il trolley occupa spazio, segue il nostro movimento con un certo ritardo e può ostacolare un cambio rapido di direzione.
Non è necessario pensare a situazioni di aggressione.
È sufficiente osservare come ci muoviamo in mezzo alla folla.
La difesa personale parte anche dalla capacità di gestire lo spazio e gli ostacoli.
Gli oggetti possono diventare una palestra di consapevolezza
Tutto questo può essere trasformato in un semplice esercizio.
Durante una normale giornata prova a osservare come cambia il tuo movimento quando:
cammini con uno zaino;
porti una borsa su una spalla;
hai entrambe le mani occupate;
indossi un cappotto;
utilizzi un ombrello;
trascini un trolley.
Non devi simulare un'aggressione.
Devi semplicemente osservare il tuo corpo.
Come cambia l'equilibrio?
Quale mano utilizzi spontaneamente?
Quanto facilmente puoi cambiare direzione?
Quanto spazio occupi?
Cosa succede alla tua attenzione?
Sono domande semplici, ma possono fornire informazioni interessanti.
Dall'allenamento alla realtà
Un buon allenamento di difesa personale non dovrebbe limitarsi a riprodurre condizioni perfette.
Nella realtà possiamo trovarci:
stanchi dopo una giornata di lavoro;
con abiti pesanti;
sotto la pioggia;
con le mani occupate;
in uno spazio ristretto;
su un terreno irregolare;
in mezzo ad altre persone.
Per questo è utile introdurre progressivamente variabili realistiche durante la pratica.
Non per creare paura.
Al contrario, per ridurre la distanza tra ciò che impariamo in palestra e ciò che possiamo incontrare nella vita quotidiana.
Prima l'ambiente, poi l'oggetto
Quando parliamo di oggetti comuni nella difesa personale, esiste una distinzione fondamentale.
L'oggetto non dovrebbe diventare il centro della nostra attenzione.
Al centro deve rimanere la situazione.
Prima osserviamo l'ambiente.
Poi valutiamo cosa sta succedendo.
Poi consideriamo quali possibilità abbiamo.
E soltanto successivamente possiamo tenere conto degli oggetti che abbiamo con noi.
In altre parole:
ambiente → percezione → valutazione → decisione → azione.
L'oggetto è soltanto uno degli elementi presenti nella situazione.
La vera utilità degli oggetti comuni
Imparare a gestire gli oggetti che utilizziamo ogni giorno non significa imparare a trasformarli in strumenti offensivi.
Significa diventare più consapevoli del nostro modo di muoverci.
Una borsa può modificare l'equilibrio.
Uno zaino può modificare l'ingombro.
Un cappotto può limitare alcuni movimenti.
Un ombrello può occupare una mano.
Le buste della spesa possono ridurre la libertà delle braccia.
Un trolley può modificare il rapporto con lo spazio.
Sono tutte informazioni utili.
E più conosciamo il nostro corpo in condizioni diverse, più possiamo adattare il nostro comportamento quando l'ambiente cambia.
La difesa personale è anche questo
La difesa personale non si pratica soltanto quando indossiamo una tuta e siamo in palestra.
Si può imparare anche osservando come camminiamo, come occupiamo lo spazio e come reagiamo alle piccole difficoltà della vita quotidiana.
Conoscere ciò che abbiamo intorno significa anche conoscere ciò che abbiamo addosso e ciò che stiamo portando.
Perché, nella realtà, non ci muoviamo mai in uno spazio completamente neutro.
Ci muoviamo con il nostro corpo, con i nostri abiti, con i nostri oggetti e con tutto ciò che ci circonda.
Ed è proprio da questa realtà concreta che dovrebbe partire una buona preparazione alla difesa personale.







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