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Statement Analysis: leggere le parole per migliorare la prevenzione nella difesa personale

  • Immagine del redattore: Licia
    Licia
  • 29 ago
  • Tempo di lettura: 6 min

Quando si parla di difesa personale si pensa spesso alla capacità di reagire fisicamente a un'aggressione. In realtà, una parte importante della sicurezza avviene molto prima dello scontro.


Saper osservare una situazione, riconoscere comportamenti anomali, valutare il contesto e comprendere ciò che sta accadendo può permettere di evitare che una situazione degeneri.


In questo ambito può essere interessante conoscere la Statement Analysis, cioè l'analisi del linguaggio utilizzato da una persona attraverso le sue dichiarazioni.


Non si tratta di una tecnica per "leggere nella mente" degli altri e nemmeno di un metodo infallibile per stabilire se qualcuno sta mentendo. È, piuttosto, uno strumento di osservazione che può aiutare a prestare maggiore attenzione alle parole, alle omissioni, alle incongruenze e al modo in cui viene raccontato un episodio.


Che cos'è la Statement Analysis?

La Statement Analysis studia il linguaggio utilizzato nelle dichiarazioni, cercando elementi che possano essere significativi dal punto di vista comunicativo.


L'idea di fondo è semplice: le persone scelgono le parole con cui raccontano ciò che è successo e queste scelte possono fornire informazioni utili.


Per esempio, possono essere interessanti:

  • il modo in cui una persona descrive sé stessa;

  • l'uso di pronomi personali;

  • i cambiamenti improvvisi nella forma del racconto;

  • le omissioni;

  • le contraddizioni;

  • l'ordine cronologico degli eventi;

  • il livello di dettaglio fornito;

  • le parole utilizzate per descrivere altre persone;

  • eventuali cambiamenti nel linguaggio quando viene affrontato un determinato argomento.


Questi elementi, però, non devono essere interpretati automaticamente come prova di menzogna.


Una persona può essere confusa perché è agitata, spaventata, stanca, traumatizzata oppure semplicemente perché ha una memoria imperfetta.


Questo è particolarmente importante quando parliamo di sicurezza personale.


Statement Analysis e linguaggio del corpo non sono la stessa cosa

Spesso Statement Analysis, analisi comportamentale e linguaggio del corpo vengono messi insieme. Sono invece ambiti differenti.


La Statement Analysis si concentra principalmente sul contenuto e sulla struttura della comunicazione verbale e scritta.


L'analisi comportamentale può prendere in considerazione atteggiamenti, movimenti, modalità relazionali e cambiamenti nel comportamento.


Il linguaggio del corpo riguarda invece la comunicazione non verbale: postura, gestualità, distanza, orientamento del corpo, espressioni facciali e altri segnali.

Nella realtà questi elementi possono interagire.


Per esempio, una frase apparentemente innocua può assumere un significato diverso se viene pronunciata mentre una persona invade ripetutamente lo spazio personale, alza la voce e impedisce all'interlocutore di allontanarsi.


La sicurezza nasce quindi dalla lettura dell'insieme, non dall'interpretazione di un singolo segnale.


Le parole possono contenere informazioni importanti

Immaginiamo di chiedere a una persona:

"Che cosa è successo?"

Una risposta potrebbe essere:

"Stavo tornando a casa. Ho incontrato Marco davanti al bar e abbiamo parlato. Poi sono andato via."

Un'altra potrebbe essere:

"Non ho fatto niente. Non volevo problemi. Non sono stato io."

La seconda risposta non dimostra automaticamente nulla.


Potrebbe però suggerire che vale la pena approfondire il racconto.


Perché la persona ha iniziato parlando di ciò che non ha fatto, invece di spiegare ciò che è successo?


È una domanda utile.


Non è una conclusione.


Questa distinzione è fondamentale.


Attenzione alle omissioni

Uno degli aspetti interessanti dell'analisi delle dichiarazioni riguarda ciò che viene raccontato e ciò che invece viene omesso.


Quando una persona racconta un episodio, normalmente costruisce una narrazione selezionando alcune informazioni.


Un'omissione può essere casuale.


Può dipendere dalla memoria.


Può essere dovuta al fatto che quella particolare informazione non viene considerata importante.


Oppure può diventare interessante quando si accompagna ad altri elementi, come contraddizioni o cambiamenti improvvisi nella narrazione.


Per questo è più utile chiedersi:

"Che cosa manca nel racconto?"

piuttosto che:

"Questa omissione significa che sta mentendo?"


Sono due domande molto diverse.


Le incongruenze meritano attenzione

Un altro elemento da osservare sono le incongruenze.


Supponiamo che una persona racconti un episodio indicando inizialmente un determinato orario e successivamente fornisca un'indicazione molto diversa.


Anche in questo caso non possiamo concludere automaticamente che stia mentendo.


La memoria umana non funziona come una registrazione video.


Tuttavia, l'incongruenza può essere utilizzata come punto di approfondimento.


Una buona pratica consiste nel chiedere chiarimenti senza accusare:

"Prima hai detto che erano circa le 20, poi hai parlato delle 22. Mi aiuti a ricostruire meglio l'orario?"

Questo approccio è molto più utile di:

"Stai mentendo."

Il contesto viene prima dell'interpretazione

Uno degli errori più pericolosi nell'utilizzo della Statement Analysis è trasformare un singolo elemento linguistico in una regola assoluta.


Una parola, un pronome, una pausa o una particolare formulazione non hanno necessariamente un significato universale.


Il significato dipende dal contesto.


Una persona può evitare di utilizzare "io" perché sta parlando in modo impersonale.

Può ripetere una frase perché è nervosa.


Può fornire pochi dettagli perché non ricorda.


Può raccontare moltissimi particolari perché è particolarmente coinvolta emotivamente.


Lo stesso comportamento può quindi avere spiegazioni completamente differenti.

Osservare non significa giudicare.


Statement Analysis e difesa personale

Per chi si occupa di difesa personale, l'interesse per la Statement Analysis non dovrebbe essere quello di trasformarsi in un "rilevatore umano di bugie".


L'obiettivo dovrebbe essere diverso: sviluppare una maggiore capacità di osservazione.


La sicurezza personale richiede infatti diverse competenze:


Osservare → raccogliere informazioni → interpretare il contesto → valutare il rischio → decidere → agire.


La comunicazione verbale è una delle fonti di informazione disponibili.

Pensiamo, per esempio, a una situazione apparentemente banale.

Una persona sconosciuta si avvicina e dice:

"Scusa, posso chiederti una cosa?"

La frase, da sola, è innocua.


Ma cosa succede se contemporaneamente:

  • continua ad avvicinarsi nonostante tu arretri;

  • cerca di impedirti di proseguire;

  • controlla ripetutamente ciò che hai in mano;

  • aumenta progressivamente il tono della voce;

  • cerca di distrarti;

  • coinvolge una seconda persona;

  • insiste nonostante tu abbia chiaramente espresso il desiderio di andare via?


A quel punto non è più sufficiente analizzare la frase.


È necessario leggere il comportamento complessivo e il contesto.


Non cercare la menzogna: cerca il rischio

Questa è probabilmente la lezione più importante da portare nella difesa personale.


La domanda non dovrebbe essere:

"Questa persona sta mentendo?"


Dovrebbe essere:

"Questa situazione presenta segnali che richiedono maggiore attenzione?"


La differenza è enorme.


Perché non abbiamo bisogno di dimostrare che qualcuno sta mentendo per decidere di allontanarci.


Non abbiamo bisogno di avere la certezza che una persona sia pericolosa per scegliere una posizione più sicura.


Non abbiamo bisogno di aspettare l'aggressione per interrompere un'interazione che ci mette a disagio.


La prevenzione funziona proprio perché consente di intervenire prima che il rischio diventi evidente.


Un errore da evitare: il "body language detector"

Internet è pieno di contenuti che promettono di insegnare a riconoscere un bugiardo attraverso pochi segnali:


"Se guarda a destra sta mentendo."

"Se si tocca il naso nasconde qualcosa."

"Se evita il contatto visivo non è sincero."


Queste semplificazioni sono estremamente problematiche.


Non esiste un singolo comportamento che consenta di stabilire con certezza che una persona stia mentendo.


Ansia, paura, timidezza, differenze culturali, stress e moltissimi altri fattori possono modificare il comportamento comunicativo.


La vera capacità di osservazione non consiste quindi nel collezionare "segnali magici".


Consiste nel costruire un quadro complessivo.


Una competenza utile anche nella vita quotidiana

La Statement Analysis non deve necessariamente essere collegata a situazioni estreme.


Può essere utile anche nella vita quotidiana.


Ascoltare con maggiore attenzione permette di:

  • individuare incomprensioni;

  • fare domande più precise;

  • riconoscere contraddizioni;

  • evitare interpretazioni affrettate;

  • comprendere meglio le intenzioni comunicative;

  • migliorare la propria capacità di ascolto.


E soprattutto permette di sviluppare una qualità fondamentale per la sicurezza: non accettare passivamente tutto ciò che viene comunicato, ma imparare a osservare e verificare.


La regola delle tre domande

Quando una dichiarazione ci lascia perplessi, possiamo utilizzare tre semplici domande:


1. Che cosa è stato detto?

Separiamo i fatti dalle interpretazioni.

2. Che cosa manca?

Cerchiamo eventuali informazioni importanti che non sono state fornite.

3. Che cosa non torna?

Verifichiamo eventuali contraddizioni o cambiamenti rispetto a quanto affermato in precedenza.


Queste domande non servono a "smascherare" qualcuno.


Servono a pensare meglio.


La Statement Analysis come strumento di prevenzione

La difesa personale moderna non dovrebbe limitarsi alle tecniche fisiche.


Una persona realmente preparata dovrebbe sviluppare anche capacità di:

  • osservazione;

  • gestione della distanza;

  • comunicazione assertiva;

  • riconoscimento delle situazioni potenzialmente rischiose;

  • gestione dello stress;

  • de-escalation;

  • scelta delle vie di fuga;

  • richiesta di aiuto;

  • valutazione delle informazioni.


La Statement Analysis può inserirsi proprio in questa fase preventiva.

Non ci insegna necessariamente a sapere "chi è cattivo".


Ci insegna piuttosto a prestare attenzione a come le persone comunicano e a quali informazioni emergono da una conversazione.


E questo può fare la differenza.

La sicurezza personale non comincia quando arriva il primo colpo.

Comincia molto prima.


Comincia dalla capacità di osservare.


Una frase, un comportamento, una contraddizione o un'omissione non sono necessariamente una prova di pericolo. Ma possono diventare elementi di un quadro più ampio che ci permette di prendere decisioni migliori.


La Statement Analysis, se utilizzata con prudenza e senza trasformarla in una pseudoscienza della "lettura della mente", può quindi rappresentare un interessante strumento di educazione all'osservazione.


Perché nella difesa personale una delle competenze più importanti non è sapere come reagire quando qualcosa è già successo.


È imparare a riconoscere, per quanto possibile, quando qualcosa sta iniziando a non andare nella direzione giusta.


Difendersi è un diritto. Di tutti.

Lo statement analisys fornisce informazioni utili per prevenire situazioni di rischio. E' da integrare con il linguaggio del corpo
Lo statement analisys fornisce informazioni utili per prevenire situazioni di rischio. E' da integrare con il linguaggio del corpo

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